«Chi ha spostato il mio formaggio?»: una breve metafora (scontata) sul cambiamento

«Chi ha spostato il mio formaggio?»: una breve metafora (scontata) sul cambiamento

1 Aprile 2025 0 Di mariomonfrecola

Chi ha spostato il mio formaggio? Cambiare se stessi in un mondo che cambia in azienda, a casa, nella vita di tutti i giorni

Non resto folgorato e nemmeno sorpreso.
I concetti espressi in Chi ha spostato il mio formaggio? Cambiare se stessi in un mondo che cambia in azienda, a casa, nella vita di tutti i giorni, il successo mondiale di Spencer Johnson, non colpiscono chi – come il sottoscritto – ha lavorato in una multinazionale americana.

Difatti, i comportamenti descritti nell’opera – le scelte, le reazioni, l’immobilismo o la capacità di cercare nuove soluzioni – ricordano quei test attitudinali tipici delle aziende americane.
Quei giochini per esaminare la capacità di reazione di fronte ad un imprevisto: per il candidato, il cambiamento è un motivo di abbattimento oppure un’opportunità di crescita?

Un tema che non mi affascina.
E poi, la metafora utilizzata dall’autore è banale.
Ribadisco: banale non semplice.
Perché semplice è la capacità di descrivere concetti profondi con una narrazione chiara, immediata, lineare, veloce.
Banale, invece, è indice di una storia scontata, piatta, prevedibile.

 

Allora si domandò come mai si fosse sempre fatto l’idea che il cambiamento, qualsiasi cambiamento, dovesse per forza avere effetti negativi.
Ora invece gli era diventato chiaro che poteva anche essere un’opportunità per migliorare.

 

 

«Chi ha spostato il mio formaggio?»: una breve storia (scontata) sul cambiamento: la mia recensione

Il mondo necessita davvero di tale metafora?

Ad essere sincero, trovo la storiella del labirinto, dei topini e degli gnomi trita e ritrita.
Con Nasofino e Trottolino (i due topolini), Tentenna e Risolino (gli gnomi) personaggi scontati, prevedibili, poco attuali, superati dagli eventi.

Mi chiedo: quale è il messaggio che l’autore desidera comunicare?
Chi si ferma è perduto?
La società – la vita privata, il lavoro, le relazioni personali – impongono continui cambiamenti?
Chi non si adatta, non sopravvive?

E davvero il mondo necessita di questa breve metafora per carpire tale concetto?
Se desideriamo approfondire la tematica del “coraggio del cambiamento”, consiglio la lettura delle opere di Gianluca Gotto, autore molto più attuale, innovativo, capace di spronare alla riflessione.

Di Chi ha spostato il mio formaggio? non ne comprendo il successo mondiale, al contrario la considero una lettura evitabile.
A suo favore segnalo solo la brevità.

 

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