faCCebook.eu

Sbatti il mostro in homepage!

Tag: pensione

Nuvola di Fantozzi, l’evoluzione

Nuvola di Fantozzi, ieri

Osservazione di un lavoratore degli anni duemila: dopo la crisi economica e l’indispensabile riforma Fornero, la nuvola di Fantozzi raggiunge la maturazione massima.

La teoria appurata dal dipendente-modello nella sua eterna carriera – oramai solo gli highlander aspirano al traguardo finale –  risulta (come l’impiegato cinquantenne) obsoleta:

*** TEORIA SUPERATA ***

il sole brilla dal lunedì mattina al venerdì pomeriggio.
Prevista pioggia nel week end

Nuvola di Fantozzi, oggi

Il meteo impazzito costringe gli esperti del settore, per non esporsi alla solita doccia gelata, ad assegnare nomignoli ai temporali e rifugiarsi nell‘instabilità, termine tecnico che cela l’incapacità previsionale dei più moderni modelli aeronautici.

E così la tradizionale e burlona nuvola di Fantozzi, pronta a rovinare i week end degli impiegati di ieri, oggi è incattivita: piccole e fastidiose piogge cadono nella pausa pranzo del dipendente per rovinare l’ambita mezz’ora d’aria.

L'evoluzione della nuvola di Fantozzi

La pioggia? Durante la pausa pranzo

Anche oggi osservo il piccolo, minaccioso «mostro» avanzare proprio alle ore tredici, il momento tanto agognato dall’esercito dei lavoratori.

Una boccata d’aria per ossigenare il cervello.
Una caffè per ricaricare le batterie ed affrontare il pomeriggio.

Sono pronto.
La nuvola di Fantozzi, geneticamente modificata, non mi fermerà.

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Pozzuoli inclinata

La pausa pranzo

Pozzuoli è magnifica anche nello scatto rubato durante un frettoloso rientro dalla pausa pranzo, mentre sei in auto con i colleghi e ritorni in ufficio per la seconda metà della giornata lavorativa.
Il meteo regala una pausa dalla pioggia, approfittiamo?
La pizza – nuovo locale? – col salto nel buio si sfora il tempo concesso, al caffè nessuno rinuncia e allora via di corsa torniamo subito tra le quattro mura.

Riflessioni

Il lavoro oggi, un privilegio ed una prigione, sogni ed aspirazioni da condividere con i compagni di tutti i giorni (feriali).
Per mesi.
Per anni.
Fino all’immaginaria pensione.

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

La foto in movimento

Abbasso il finestrino, l’auto vola veloce – ci provo! – scatto e catturo il panorama.
Inclinato.
Artistico.
Fortunato.

Il mare.

Pozzuoli.
Monte di Procida.
Procida.

Stupendo.

Pozzuoli in movimento


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Fantozzi è meglio di me

Il ragionier Ugo Fantozzi non è mai stato licenziato dal Megadirettore Galattico Duca Conte Balabam.

Il metodico impiegato della grande industria privata italiana viene sistematicamente umiliato, tartassato, esposto a pubblica gogna nella mensa aziendale, costretto a massacranti turni no-stop, mobbizzato a più riprese, è vittima di infinite ingiustizie gerarchiche ma eternamente certo del suo posto di lavoro.

Fantozzi, la certezza del posto fisso

Ogni mattina per quarant’anni, il laborioso dipendente raggiunge l’ufficio, sicuro di trovare la sua seconda casa sempre aperta.
Scioperi, cassa integrazione, precariato, cessione di ramo d’azienda, spin-off, spezzatino e mobilità sono termini a lui ignoti, il diligente contabile – assunto a tempo indeterminato – non rischia mai il posto, la sua società non può essere acquisita per future speculazioni in borsa, il suo contratto non verrà mai declassato ed i Sindacati non dovranno combattere contro leggi e norme che facilitano la flessibilità (in uscita, ovvio).

Il ragioniere combatte per i suoi diritti, partecipa alla vita aziendale con falso entusiasmo (come non ricordare la leggendaria festa dell’ultimo dell’anno con i colleghi!), alterna vittorie (di Pirro) a clamorose batoste, sogna la carriera ed il ruolo di capo ufficio (basta citare l’epica partita di biliardo contro il Gran Maestro dell’Ufficio Raccomandazioni, l’Onorevole Cavaliere Conte Diego Catellani) ma – nonostante una vita di sacrifici e mortificazioni – l’onesto lavoratore ogni mese ha la garanzia di portare a casa lo stipendio e la matematica tranquillità di riscuotere la pensione.

Fantozzi possiede ciò che a noi, generazione di dipendenti privati degli anni duemila, manca: la certezza del futuro.

Le amare riflessioni di un lavoratore (privato)

La precarietà del lavoratore moderno

In bilico sul burrone, guardo lo strapiombo con angoscia.
Con le dita del piede sinistro mi uncino al precipizio per non cadere nell’oblio mentre col destro tento di inchiodarmi alla terraferma.

Le braccia aperte per trovare l’equilibrio come l’acrobata al circo sospeso lungo la corda senza rete di protezione.

E’ la condizione di perenne instabilità del moderno lavoratore privato.

Il Lavoratore Moderno

La precarietà perpetua

Di fatto, le riforme del lavoro – invece di generare nuova occupazione – hanno partorito un «mostro»: dal neoassunto al prossimo pensionato, ognuno vive il suo personale precariato. 

Se lavori in una industria di grandi dimensioni oppure in una società con meno di quindici dipendenti, è un dettaglio trascurabile: spin-off, spezzatino, trasferimenti, delocalizzazione e cessione del ramo di azienda sono subdole operazioni all’ordine del giorno (per la pace di chi ci ha preceduto e lottato per ottenere dei diritti degni di questo nome).

Il dipendente privato ha una sola certezza: non ha più la certezza del domani.

L’instabilità del lavoratore privato

Difatti, oggi nessun lavoratore privato ha la sicurezza di conservare la sua occupazione: indipendentemente dall’operato, dalla meritocrazia e dai profitti dell’azienda, la sua sorte è incerta ed è impossibile capire a quale destino andrà incontro nei prossimi anni.

Anzi, parlare di «anni» è già un azzardo, meglio concentrarsi sull’imminente e ragionare giorno per giorno.
L’unica certezza, a dispetto delle Leggi presenti e future, delle e-mail degli Amministratori Delegati e delle fatue promesse della politica (l’etica professionale a nessuno interessa), è la progressiva cancellazione del diritto ad una Vita serena.

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

Come un eroe

Il lavoratore privato è un eroe moderno,  non ha alternative, può solo percorrere la corda ed – istante dopo istante  – guadagnare metri per giungere dall’altra parte del burrone, superare ogni difficoltà fino a poggiare i piedi stanchi sul terreno per il meritato riposo.

Il percorso può durare oltre trentacinque anni, consci che la pensione  è una chimera alla quale nessuno crede più.


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

«Psyco», svelato il vero significato del capolavoro di Hitchcock

1960, l’idea geniale di Alfred Hitchcock 

La cronaca dei nostri giorni è zeppa di notizie che descrivono le più fantasiose e mostruose truffe ai danni della collettività: imbrogli a discapito delle compagnie assicurative, infinite frodi contro lo Stato, rimborsi fantasma (elettorali e non), estorsioni di ogni tipo, falsi invalidi, finti poveri, evasori fiscali a gogo.
Di tutto di più insomma.

Eppure l’inganno è una pratica antica come il mondo ed al mio occhio (miope) non poteva sfuggire l’idea che ha dato origine alla maggioranza delle moderne truffe: essa risale al 1960 e fu illustrata nientemeno che da Alfred Hitchcock nel film Psyco.

Psyco, la mamma di tutte le truffe

Il vero significato di Psyco

Il capolavoro di Hitchcock turbò le platee del tempo divenendo un film cult (mitica la scena de teschio della madre seduta sulla sedia girevole).
Ebbene, dopo più di cinquant’anni vi svelerò il vero significato di questo film.

Norman Bates non era pazzo bensì astuto, un vero truffatore al pari dei moderni imbroglioni.
Egli conservava in soffitta il cadavere della mamma impagliata come un uccello per continuare a ritirare la pensione anche dopo la sua morte.

Temendo un controllo degli ispettori del fisco, travolto dal panico di perdere i soldi della pensione della madre ed avendo il mutuo del motel da estinguere, il povero Norman – già provato dalla forte crisi economica che non portava nuovi clienti – si lascia travolgere dalla paura e perde il controllo.
Da qui il dramma.

Psyco, un film precursore

Visto con gli occhi di oggi, il capolavoro del regista inglese rappresenta una forte denuncia contro l’arroganza delle banche e l’esasperazione del sistema socio-economico attuale.
Hitchcock è stato un precursore anche in questo.
Geniale.


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Translate »